Includere chi ha bisogni complessi

Cinzia Agoni dell’organizzazione belga GAMP ha sostenuto che l’inclusione deve raggiungere le persone con bisogni di sostegno complessi. L’autorappresentante romena Elisabeta Moldovan ha raccontato l’uscita dagli istituti e il suo aiuto ad altre persone. Gli interventi collegavano la riforma dei servizi ai sostegni concreti per vivere nella comunità. [1][2]

Bercse chiede abitazioni e budget personali

László Bercse, presidente della Piattaforma europea degli autorappresentanti, ha chiesto abitazioni ordinarie, budget personali e maggiore partecipazione di chi lascia gli istituti. «Le persone con bisogni di sostegno complessi non devono essere lasciate negli istituti», ha detto. Ha sollecitato un migliore impiego dei fondi europei per sostegni e partecipazione sociale.

Lavoro e assistenza per una vita autonoma

Paul Alford di Inclusion Ireland ha raccontato di aver trovato un lavoro retribuito, comprato casa e assunto una persona di supporto. ENABLE Scotland ha presentato il proprio approccio all’assistenza personale. I laboratori hanno affrontato diritto di decidere e sostegni familiari. Dopo la conferenza, Inclusion Europe ha annunciato un gruppo interno per sviluppare servizi comunitari guidati dalla tutela dei diritti. [2]