Gli impegni previsti dall’accordo

Secondo l’agenzia di stampa statale Petra, il Consiglio contribuirà a finanziare i servizi di assistenza personale secondo specifici criteri normativi. L’accordo sostiene inoltre le équipe che trasformano i centri residenziali in centri diurni inclusivi e prevede cooperazione tecnica e valutazione. Il resoconto di Petra annuncia questi impegni senza specificare un diritto universale alla prestazione, un numero di ore di assistenza assegnate o quante persone ricevano già il servizio finanziato. [1]

Una riforma avviata prima del 2026

La strategia nazionale di deistituzionalizzazione delinea una transizione verso il sostegno nelle famiglie e nelle comunità locali, compreso il trasferimento di risorse dagli istituti. Una dichiarazione congiunta del ministero e del Consiglio fa risalire la strategia al 2019. La dichiarazione riconosce inoltre le obiezioni di alcune famiglie e gestori di centri residenziali, descrivendo al contempo sostegni economici, visite di monitoraggio e alternative all’assistenza residenziale. È il resoconto delle autorità sulla riforma e sulle preoccupazioni che la accompagnano. [2][3]

Donne che sviluppano la propria voce

Una prospettiva diversa emerge dal resoconto di Inclusion International del 18 dicembre 2025 su un progetto realizzato con Humanity & Inclusion e finanziato dall’Unione europea. Presso il Tafelah Centre, l’organizzazione ha sostenuto 18 donne con disabilità intellettive attraverso il programma Empower Us, per esplorare le possibilità di scelta, la comunicazione e la partecipazione alla vita della comunità. Anche il personale ha imparato a sostenere le decisioni delle donne.

Il resoconto segna la conclusione del progetto triennale e descrive una maggiore capacità di autorappresentanza, la formazione delle famiglie e il sostegno alle organizzazioni della comunità. Non dimostra che il centro fosse stato chiuso o che tutte le residenti lo avessero lasciato. Il cambiamento più concreto descritto riguarda il maggiore peso acquisito dalle persone nelle decisioni che le riguardano.

Assistenza personale significa controllo sul proprio sostegno

Il Commento generale n. 5 del comitato ONU sui diritti delle persone con disabilità offre un criterio utile per comprendere il servizio in discussione. L’assistenza personale è un sostegno diretto dalla persona che lo utilizza, con controllo su chi lo fornisce e su come, quando e dove viene erogato. Il sostegno alle decisioni può rendere possibile questo controllo.

Il trasferimento nell’abitazione di una famiglia o la frequenza di un centro diurno non dimostrano, da soli, questo grado di scelta. L’accordo della Giordania collega i finanziamenti ai servizi nella comunità; il significato della vita indipendente risiede nell’autorità della persona sulla propria quotidianità, compresa l’assistenza necessaria per parteciparvi. [5][1]