Tutela dei redditi e dei servizi essenziali
La legge 27.793 dichiarava l’emergenza nazionale fino al 31 dicembre 2026, prorogabile di un anno. Prevedeva una nuova pensione non contributiva, sostegno ai fornitori di servizi e adeguamenti mensili automatici dei compensi. Il Congresso ha confermato la legge dopo il veto presidenziale, come risulta dalla comunicazione del 4 settembre 2025. [2]
L’organizzazione contesta la motivazione finanziaria
In un atto firmato dall’avvocata María Celeste Fernandez, ACIJ sosteneva che la sospensione non avesse fondamento costituzionale e giuridico. Il Congresso, affermava, aveva già autorizzato le riallocazioni di bilancio necessarie. Il governo giustificava la sospensione con la necessità di fonti di finanziamento e stanziamenti: erano le posizioni contrapposte nella causa. [3][1]
Il regolamento segue un ordine giudiziario
Il decreto 84/2026, pubblicato il 4 febbraio 2026, ha approvato le norme attuative. Registrava che il tribunale federale di Campana aveva ordinato l’applicazione immediata il 12 dicembre 2025 e che il governo aveva presentato appello. Il decreto introduceva regole amministrative, mantenendo espressamente il dissenso governativo rispetto alla sentenza. [4]