I diritti costituzionali prevalgono sulle restrizioni penali

Il caso riguardava gli articoli 12 e 15 della legge sui reati sessuali del 1995. La Corte ha giudicato le restrizioni incompatibili con garanzie costituzionali quali libertà, espressione, riservatezza e protezione dalla discriminazione basata sul sesso. UNAIDS ha accolto la decisione come un cambiamento capace di migliorare l’accesso alla giustizia e alla salute. [1]

Gli operatori sanitari ascoltano le conseguenze della paura

In una successiva intervista a UNAIDS, David ha descritto persone che evitavano telefonate o cure per timore di essere esposte e stigmatizzate. Alexandrina Wong, direttrice di Women against Rape, ha collegato l’ostilità nelle strutture sanitarie agli ostacoli ai test HIV e alle cure successive. La sua organizzazione offriva consulenza e sostegno psicosociale alle persone colpite da violenza ed esclusione. [2]

Il lavoro comunitario continua dopo la sentenza

Kenita Placide, alla guida di ECADE, ha collegato il contenzioso a un’attività organizzativa iniziata nel 2015. Wong ha dichiarato: «Ora siamo al sicuro grazie alla legge». Ha inoltre invitato famiglie e chiese a riconoscere le persone come uguali, indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’origine sociale. [3]