Una campagna concentrata sull’accesso

La LUPD ha rilanciato la campagna «Il mio diritto» per le elezioni di maggio 2025. Le richieste immediate erano concrete: utilizzare locali al piano terra per votare e far funzionare gli ascensori esistenti. L’organizzazione aveva già sollevato questi problemi durante elezioni precedenti; un tentativo di utilizzare tende nei cortili non aveva avuto successo. Prima del voto del 2025, gli attivisti si sono rivolti ai ministeri competenti e hanno collaborato con alleanze della società civile e organizzazioni di persone con disabilità. La campagna considerava gli elettori persone capaci di influenzare le decisioni pubbliche e rivendicare i propri diritti. [2]

Osservatori ed elettori hanno fornito gli elementi

La sintesi della campagna registra 103 osservatori accreditati che hanno visitato 261 centri di voto selezionati in 171 città e località. Questi centri comprendevano complessivamente 2.231 sale di votazione. I volontari hanno ricevuto formazione e usato un modulo riguardante l’accessibilità degli edifici, le violazioni subite dagli elettori e le interviste agli stessi elettori con disabilità. I numeri descrivono l’attività di osservazione della campagna; non costituiscono una valutazione nazionale dell’accessibilità. Il metodo ha fornito all’organizzazione problemi documentati da presentare alle autorità, insieme alle esperienze delle persone direttamente interessate. [2]

Il sostegno elettorale comprende diverse responsabilità

L’UNDP inserisce la partecipazione inclusiva nel suo più ampio Progetto di assistenza elettorale e sostegno al Parlamento libanese, relativo al periodo 2024–2027. Il progetto descrive un supporto all’amministrazione elettorale, all’osservazione, alle riforme e al lavoro parlamentare. Tra gli obiettivi dichiarati figura la partecipazione delle persone con disabilità come elettori, candidati e responsabili delle decisioni. Per le elezioni locali del 2025, l’UNDP riferisce di strumenti formativi per il personale elettorale, informazioni agli elettori e valutazioni successive al voto. Questo lavoro istituzionale offre il contesto per l’esame dell’organizzazione di persone con disabilità, mentre la responsabilità di organizzare le elezioni rimane alle autorità pubbliche competenti. [3]

L’accesso deve tutelare la scelta dell’elettore

Il rapporto raccomandava, tra l’altro, un migliore coordinamento per locali di voto accessibili al piano terra, formazione del personale e cabine che preservassero la segretezza. Anche la presentazione della pubblicazione da parte dell’UNDP individua la mancanza di misure di assistenza e la discriminazione tra gli ostacoli persistenti. Questi risultati spiegano perché un ingresso accessibile, da solo, non dimostri che una persona abbia votato in autonomia e con dignità. Modalità di registrazione, comportamento del personale e segretezza del voto contano insieme. Il rapporto della LUPD documenta l’esperienza elettorale del 2025 e propone miglioramenti; non dimostra che siano stati successivamente realizzati ovunque. [2][1]