Servizi più vicini alla vita quotidiana
La legge dava priorità alle cure primarie e agli ospedali generali. Prevedeva la conversione degli ospedali psichiatrici esistenti in centri ambulatoriali o ospedali generali e vietava di costruirne altri esclusivamente psichiatrici. Il ricovero era definito volontario e di ultima istanza, senza utilizzarlo per risolvere problemi abitativi o familiari. [1]
La difesa dei diritti insiste su scelta e sostegno
Prima dell’approvazione, nel contributo del febbraio 2022 al comitato ONU sulla disabilità, Human Rights Watch aveva chiesto garanzie contro i trattamenti senza consenso e servizi territoriali volontari. Chiedeva anche la consultazione delle organizzazioni di persone con disabilità. Il testo adottato manteneva una limitata disposizione d’emergenza quando fosse necessario intervenire subito e il consenso non potesse essere espresso. [1]
L’attuazione restava contestata
Nel luglio 2023, Human Rights Watch riconosceva le nuove tutele, ma riferiva che migliaia di persone con disabilità psicosociali o consumo problematico di droghe rimanevano stabilmente in istituto. Chiedeva la piena attuazione della riforma per consentire loro di ricevere sostegno e vivere nella comunità. Riconoscimento giuridico e accesso effettivo ai servizi territoriali restavano sviluppi distinti.