Il sistema va oltre le cause giudiziarie
Il libro bianco 2025 dell’Ufficio di Gabinetto spiega che possono ricevere il risarcimento anche gli aventi diritto che non hanno intentato una causa. Indica 15 milioni di yen per le persone sottoposte a interventi eugenetici e 5 milioni per i coniugi che soddisfano i requisiti. La legge prevede altre categorie di pagamenti una tantum. Il Parlamento ha approvato il testo all’unanimità l’8 ottobre 2024 e la promulgazione è avvenuta il 17 ottobre. L’entrata in vigore di gennaio ha così aperto una procedura amministrativa oltre alle cause che avevano contribuito ad accertare la responsabilità dello Stato. [2][1]
Raggiungere le vittime è diventato un compito immediato
DPI Giappone, organizzazione per i diritti delle persone con disabilità, ha chiesto alle autorità nazionali e prefetturali di identificare e raggiungere gli interessati tramite campagne, canali informativi locali e sportelli di consulenza. Ha anche invitato organizzazioni della disabilità e centri per la vita indipendente ad accogliere con attenzione le richieste e collegare le persone ai servizi pubblici competenti. Il commento sottolineava l’esame dei documenti disponibili tutelando i dati personali. È un problema concreto dei risarcimenti: l’esistenza di un diritto non assicura che una persona lo conosca o riesca a completare la domanda. [3]
Informazione e aiuto alla domanda fanno parte dell’accesso
Il sito dedicato dell’Agenzia per l’infanzia e la famiglia offre materiali in diversi formati, inclusi una versione più semplice, file braille e video con lingua dei segni e sottotitoli. Descrive inoltre l’assistenza gratuita di avvocati per chi desidera aiuto nella domanda. Sono misure concrete di accesso, non una prova che tutte le persone colpite siano state risarcite. L’Ufficio di Gabinetto registra che il primo ministro Shigeru Ishiba ha incontrato i ricorrenti nel giorno dell’entrata in vigore e dichiarato che il governo avrebbe lavorato per far arrivare il nuovo risarcimento alle vittime. [1][2]
Gli attivisti chiedono anche un esame storico
DPI Giappone ha sostenuto che il risarcimento dovesse accompagnarsi a un esame del perché la vecchia legge fosse durata e di come il pensiero eugenetico avesse influenzato le politiche sulla disabilità. Secondo l’Ufficio di Gabinetto, la nuova normativa prevede indagini e la considerazione di misure per evitarne la ripetizione. Questo collega riparazione individuale e responsabilità pubblica per la discriminazione. Il denaro non può restituire le scelte sottratte alle vittime, ma la legge riconosce responsabilità e offre una via di risarcimento. La richiesta di approfondimento mantiene anche esperienze e diritti delle persone colpite nel dibattito sulle politiche future. [3][2]