Che cosa hanno esaminato le organizzazioni
Il rapporto si concentrava su scuole e classi ordinarie, senza analizzare la questione distinta della sovrarappresentazione dei bambini rom nell’istruzione speciale. Gli autori hanno esaminato leggi, decisioni giudiziarie e dati ufficiali sull’istruzione. Descrivevano carenze nelle strutture e doppi turni di lezione in contesti segregati, insieme a risultati scolastici diseguali. Erano valutazioni delle organizzazioni basate sugli elementi esaminati. La distinzione è importante: migliorare un edificio scolastico o aumentare i posti disponibili non dimostra, da solo, che i bambini apprendano insieme in condizioni di parità. [1]
La pressione giuridica dietro le riforme
Il 19 aprile 2023 la Commissione europea ha deciso di deferire la Slovacchia alla Corte di giustizia dell’UE per non aver affrontato efficacemente la segregazione scolastica. La procedura d’infrazione era iniziata nel 2015. Si trattava della decisione di avviare un’azione giudiziaria, non di una sentenza. In un distinto procedimento nazionale promosso dall’organizzazione per i diritti umani Poradňa, la Corte regionale di Prešov ha confermato il 22 aprile 2024 una sentenza riguardante bambini rom di Malý Slivník che frequentavano la scuola a Terňa. Il caso verteva su decisioni discriminatorie relative ai bacini scolastici e sull’omessa prevenzione della segregazione. [3][4]
Un ordine richiede un percorso di attuazione
La sentenza di Terňa imponeva alle autorità responsabili di predisporre un piano correttivo entro sei mesi dal passaggio in giudicato e di attuarlo entro due anni dalla stessa data. Il piano doveva esaminare la capacità delle scuole e la composizione etnica e sociale degli alunni, includendo misure efficaci e di prevenzione. Questo dettaglio collega una pronuncia sulla parità all’organizzazione concreta dell’istruzione. La sentenza stabilisce obblighi; non dimostra che la desegregazione sia stata poi completata. I documenti qui esaminati non verificano il rispetto di tali scadenze. [4]
Un progetto pilota e il problema della scala
Il ministero dell’Istruzione ha annunciato il progetto Príležitosť pre všetkých, «Opportunità per tutti», il 23 ottobre 2024, con un bilancio di 6,9 milioni di euro da fondi europei e 12 comuni che avevano allora confermato la partecipazione. Prevedeva di sperimentare soluzioni locali di desegregazione e sostenere il personale scolastico. Amnesty ed ERRC hanno riconosciuto l’iniziativa, ma ne hanno messo in discussione la portata limitata e il passaggio dalle sperimentazioni a un cambiamento nazionale duraturo. La loro valutazione del 2025 è storica, non una nuova ispezione nel 2026. Il punto pratico resta chiaro: finanziamenti e nuovi standard devono essere collegati a cambiamenti dimostrabili nelle iscrizioni, nell’insegnamento e nell’accesso. [5][1]