
© Österreichischer Behindertenrat
Quando manca l’aiuto per salire
La controversia riguardava le rampe automatiche ribaltabili dei treni della metropolitana viennese di tipo V. L’opuscolo di Wiener Linien del novembre 2023 le descrive alla prima e all’ultima porta: colmano lo spazio tra convoglio e marciapiede quando le porte si aprono. Riconosce inoltre che possono essere disattivate per ragioni operative. Per chi dipende dalla rampa, la definizione di un treno come accessibile non garantisce quindi che quell’ausilio sia disponibile in uno specifico viaggio. [2]
Una limitazione negoziata
Secondo il Consiglio, le rampe erano state disattivate in precedenza per il materiale antisdrucciolo invernale o in occasione di grandi eventi senza adeguato preavviso. L’accordo restringeva la disattivazione a motivi definiti in modo circoscritto, come un grande evento o due guasti legati alle condizioni meteorologiche. L’operatore doveva accompagnarla con avvisi nell’app e sul sito. I passeggeri potevano così scegliere un altro percorso prima di raggiungere un marciapiede dal quale non avrebbero potuto salire sul treno. [1]
Dati per seguire l’applicazione
Wiener Linien doveva inoltre fornire al Consiglio statistiche trimestrali dettagliate sulle disattivazioni. Il rapporto annuale del Consiglio spiega che nel 2022 era stata avviata una conciliazione associativa ai sensi della legge austriaca sulla parità delle persone con disabilità. Due incontri hanno portato a un accordo vincolante nel 2023. Nel dicembre di quell’anno il presidente Klaus Widl affermava che i dati dei tre trimestri precedenti indicavano già disattivazioni limitate ai casi giustificati. Era la valutazione dell’organizzazione sui numeri ricevuti. [3][1]
Informazioni anche senza telefono
Un ulteriore impegno prevedeva che le disattivazioni apparissero sui display di destinazione nelle stazioni entro marzo 2024. L’annuncio di dicembre documentava la scadenza, senza dimostrare che la successiva installazione fosse già avvenuta. L’informazione in stazione integra l’app, soprattutto quando le condizioni cambiano durante il viaggio. L’accordo riguardava sia il funzionamento dell’ausilio sia la comunicazione della sua indisponibilità. Forniva al Consiglio una base documentata per contestare disattivazioni non necessarie e controllare i resoconti dell’operatore. [3]